BC&E Awards 2026: Ceres vince il GP ORO e il premio Best Company e racconta un nuovo modo di fare brand entertainment con We Are Social (Best Agency)
- 20 apr
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Una celebrazione della creatività, ma soprattutto della capacità dei brand di trasformarsi in veri narratori. I BC&E Awards 2026, andati in scena il 17 aprile al Talent Garden Calabiana, hanno premiato le eccellenze italiane del branded content & entertainment, confermando la maturità crescente del settore.
Tra i protagonisti della serata, Ceres si è aggiudicata il titolo di Best Company, mentre We Are Social ha conquistato quello di Best Agency. Un binomio che racconta una collaborazione ormai consolidata e capace di produrre progetti distintivi nel panorama contemporaneo.
A margine della premiazione a Advexpress, Gabriele Marongiu, Brand Manager Ceres Italia, ha sottolineato il valore strategico del riconoscimento: «Siamo veramente contenti di essere stati premiati in una categoria così importante come quella del brand entertainment. È proprio la categoria su cui il brand sta investendo e, insieme a We Are Social, siamo molto felici di portare avanti questa avventura».
Un premio che non rappresenta un punto d’arrivo, ma piuttosto una conferma di direzione. Il progetto vincente “Per il Bere della Squadra”– una docuserie costruita attorno a storie autentiche e territori reali legati al calcio– ha colpito la giuria proprio per la sua capacità di definire un modello per il settore: «Le motivazioni dei giurati vogliono settare un esempio per una categoria molto ampia e interessante. Il brand entertainment ci permette di raccontare in modo esteso, valoriale e appassionato sia il mondo che rappresentiamo sia i valori del brand», ha spiegato Laura Venuti, Associate Creative Director du WeAreSocial.
Alla base del successo, secondo il Brand Manager, c’è una coerenza rara tra contenuto e identità di marca: «Uno degli aspetti vincenti è stata la totale coincidenza tra il mondo che abbiamo raccontato – vero, non filtrato, crudo – e il modo di comunicare di Ceres. Questo si è riflesso nel contenuto, ma anche nel nostro modo di lavorare».
Un approccio che ha ribaltato le logiche tradizionali della comunicazione, mettendo al centro le persone prima del prodotto: «Abbiamo dato spazio alle squadre, alle loro storie, a come sono nate e si autofinanziano. Il brand e il prodotto arrivano dopo. Questo è ciò che ha dato davvero valore al progetto».
Il risultato è stato un racconto capace di generare coinvolgimento reale, dentro e fuori dallo schermo. Non solo performance solide – come un completion rate del 68%, dato particolarmente rilevante in un’epoca dominata da contenuti brevi – ma anche un impatto concreto sulle community: «Abbiamo ricevuto decine e decine di richieste da squadre in tutta Italia che si sono sentite rappresentate per la prima volta. Ci scrivono per dirci: “Esistiamo anche noi”».
Un segnale forte di come il branded content possa diventare uno strumento di riconoscimento e valorizzazione sociale, oltre che di comunicazione. E il rapporto costruito con queste realtà non si è esaurito con la fine del progetto: «La cosa bella è che i rapporti sono rimasti. Continuiamo a sentirci, a seguirli, a esserci. Non sempre per raccontarli, ma per supportarli davvero. Questo è il valore più autentico».
Guardando al futuro, il mondo del brand entertainment resta centrale per Ceres. Marongiu lascia aperta la porta a nuovi sviluppi: «Non possiamo fare spoiler, ma è un ambito che ci interessa molto e siamo felici di continuare a investire».
Accanto ai vincitori principali, la serata ha premiato anche altre eccellenze: il Premio dell’Editore Innovazione nel BC&E è andato a KAI Group, mentre il Premio dell’Editore Branded Content Evolution è stato assegnato a Banca Investis. Tra le menzioni speciali, si sono distinti “Fanpage.it e Coop presentano: la materia nascosta” di Ciaopeople per Coop (Miglior Creatività), “Mare Fuori 5 – Lavazza” di Rai Pubblicità (Miglior Strategia) e “No Decision Without Us” di Indiana Production per Coordown (Miglior Crafting).
I BC&E Awards 2026 confermano così un cambio di paradigma: il branded content non è più solo una leva di comunicazione, ma uno spazio in cui i brand costruiscono relazioni autentiche, generando valore culturale oltre che commerciale. E il caso Ceres dimostra che, quando il racconto è coerente e radicato nella realtà, l’impatto può andare ben oltre lo schermo.
Davide Riva



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